Come funziona un antifurto: elementi e collegamenti

Molte volte si vedono delle sirene al di fuori di balconi, cancellate, palazzine o villette. Beh, in molti, che magari ancora non possiedono un impianti di allarme, si saranno domandati come funziona un antifurto e quando si va ad attivare la sirena.

A volte, anche per capire perché avvengano i falsi allarmi se tutto funziona a dovere… effettivamente, per comprendere al meglio il funzionamento di un impianto antintrusione, è bene consultare i siti informativi come: www.recensioni4antifurtocasa.net e conoscere le parti fondamentali che lo compongono e come sono collegate tra loro.

Gli elementi base dell’antifurto

 

La parte principale del sistema non si vede certo da fuori, dato che è rappresentata da un centralina, comune denominatore che si trova in collegamento con tutte le altre componenti. La centralina svolge diversi compiti, tra cui programmare le zone che vanno monitorate, in modo da predisporre un sistema di protezione per diversi ambienti della casa.

La centralina, inoltre, segnala i malfunzionamenti possibili e il proprio livello di batterie del sistema, con un’azione di controllo generale.

Tutte queste funzioni si possono regolare sia manualmente nella centralina di casa, sia tramite gestione da remoto, utilizzando il proprio computer o lo smartphone. Le centraline, infatti, sono connesse ad internet con un sistema protetto, e si gestiscono a distanza facilmente.

I sensori sono la componente che segue direttamente la centralina, essendo collegati ad essa per rilevare le presenze indesiderate e far scattare l’allarme. I sensori inviano i loro rilevamenti alla centralina, dato che sono posizionati nei punti in cui, di regola, avvengono le effrazioni. Punti strategici come gli ingressi di porte, finestre, cancelli, oppure con sensori per il giardino e il parcheggio. Insomma, varie tipologie di sensori sono alla portata di chi installa un antifurto casa o aziendale, per poter garantire un rilevamento corretto.

Quando ci sono degli errori, probabilmente i sensori non hanno rilevato a dovere presenze come gli animali domestici, il vento, etc. in effetti le ultime generazioni di tali componenti, tendono ad avere sempre maggiore intelligenza nella ricognizione dei movimenti.

Le varie tipologie di sensori

 

Il mercato relativo a questi dispositivi, offre dei modelli cosiddetti perimetrali, che costituiscono una barriera nel perimetro dell’edificio, che quando viene oltrepassata, fa scattare l’allarme. Questa tipologia di sensori è una specie di “fossato di protezione”, se vogliamo paragonarla metaforicamente ai fossati dei castelli antichi, dato che protegge tutto il circondario dell’edificio, in modo globale.

Esistono, però, anche dei sensori volumetrici, detti così perché, con minor margine di errore, percepiscono le presenze umane nel volume dell’ambiente protetto; vengono affiancati spesso dai sensori anti-rottura che abbiamo citato riguardo alla protezione degli ingressi. Posizionati sugli infissi e serramenti, fanno scattare l’allarme nel caso questi vengano aperti.

Ogni elemento dell’antifurto, va posizionato in modo che possa essere in perfetta comunicazione con la centralina, garantendo la massima efficacia del sistema di sicurezza: quindi, è fondamentale sapere come funziona un antifurto per non commettere errori durante l’installazione.

Per esempio, posizionare i sensori nei punti importanti è giusto ma che siano sempre in collegamento con la centralina evitando possibili problemi, come nelle aree esterne, per le quali sono necessari dei sistemi adeguati per la protezione degli spazi esterni, resistenti agli agenti atmosferici, alle manomissioni, etc.

Gli attuatori: sirene e combinatori telefonici

 

Ultimi ma non meno importanti, sono queste componenti che rappresentano la fase finale del funzionamento degli antifurti, dato che sono preposte a far scattare l’allarme.

Le sirene richiamano l’attenzione di chiunque, svolgono un’importante funzione sia di antintrusione, tramite il loro corretto funzionamento che scatena allarmi sonori e chiamate; sia di dissuasione dei malintenzionati, che solo alla vista della sirena, possono scoraggiarsi dal compiere un’effrazione.

I combinatori telefonici sono, invece, i dispositivi tramite cui la centralina fa partire in automatico delle telefonate ai numeri memorizzati, di solito quelli delle forze dell’ordine e il numero del proprietario. Si possono, in alternativa, ricevere messaggi SMS o notifiche, tramite le applicazioni preposte alla gestione del sistema di allarme.

In definitiva, una volta compreso come funziona un antifurto, ogni ambiente sarà già pronto per essere messo in sicurezza!

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